viaggio in Africa da circa 35 anni, ho percorso il continente in lungo e in largo. In Africa ho viaggiato, vissuto, lavorato, mi ci sono ammalato, stavo per rimetterci le piume per una grave malaria in Cameroun, ho vissuto il colpo di stato di Campaoré in Burkina Faso, ho litigato con i flics di Eyadéma in Togo, mi sono ingolfato in quell'inferno in terra chiamato Lagos, etc. eppure l'Africa è il continente che amo da sempre. Anni fa avevo pian piano sviluppato una mia personale fantasticheria su questo attaccamento ad una terra che sostanzialmente si divide in deserto, savana e foresta, come se la crosta terrestre di null'altro avesse bisogno di essere ricoperta. Mi trastullavo con l'idea che l'uomo si sente attratto dall'Africa perché questa è il grande contenitore da cui il genere umano si è originato. L’Africa è la grande sacca di liquido amniotico da cui l'umanità infante un tempo è uscita, ed è per questo che l'uomo bianco europeo con i piedi freddi vuole ritornare laggiù, al sud, nella calda placenta che un tempo lo accoglieva. Questa attrazione è irresistibile, è come la caduta di un corpo pesante dovuta alla forza di gravità che lo attrae verso un baricentro. Queste cose non le ho mai dette a nessuno per non far ridere. Oggi però, domenica 28 settembre 2008, sul Giornale leggo un articolo che titola: “Scoperto il segreto del mal d'Africa”. Cito alcuni brani estratti dall'articolo del giornalista Nino Materi:
“...ricercatori americani hanno svelato gli elementi che scatenano nel turista occidentale la nostalgia per il paese dei deserti e della savana: all'origine della passione per il paradiso selvaggio si cela il desiderio di tornare nel grembo materno...”
Appena ho letto questa frase sono corso in bagno a guardarmi allo specchio!
L'articolo continua:” lo studio è stato condotto da una équipe di ricercatori guidati dal professor Thomas Kinley della Psicology University della Pennsylvania. Al termine di una serie di prove condotte su 100 persone... gli esperti americani si sono trovati d'accordo su di un punto: ‘...il mal d'Africa è una vera e propria patologia che si manifesta con sintomi precisi, alla cui origine si cela l’atavico desiderio di tornare alla madre...la figura-chiave, la mamma...è lei l'immagine emblematica di ciò che di primordiale si nasconde nel nostro io più profondo, vale a dire il ricordo di quando eravamo al sicuro nel suo grembo. Uno stato di benessere totale che, crescendo, rimuoviamo dalla memoria senza però riuscire ad espellerlo completamente.... il desiderio di rientrare in quell'originale ‘status amniotico’ torna a galla prepotentemente...”L'Africa risponde perfettamente alle caratteristiche di grande madre, sottolineano i ricercatori statunitensi, e chi si avvicina a lei con questo stato d'animo diventa vittima predestinata del mal d'Africa”.
Sogno o son desto?
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