una proposta per le ferie natalizie: soggiorno a Punta Cana, Repubblica Dominicana, là dove le spiagge sono di corallo bianco e il mare è blu cobalto, più escursione e visita alla capitale, Santo Domingo. Qui da non perdere è una serata alla discoteca 'Guacara Taina', dove le emozioni possono addirittura diventare esplosive. La discoteca è situata nella zona ovest della città, è meglio non andarci prima delle 23:00, e non a stomaco vuoto per reggere meglio i cuba libres. Un ‘truquito’ che imparai a suo tempo era di andarci dopo avere mangiato una quantità di pane o pizza. All’ingresso della discoteca non lasciatevi suggestionare dal cartello che recita: ‘Se prohibe la entrada con armas de fuego’. Si tratta di una formalità e pochi ci badano, ora vi spiego come. La prima volta ci andai accompagnato da conoscenti dominicani, varcato l'ingresso mi dissero ‘vieni, ora scendiamo’. Scendere? La ‘Guacara Taina è una grotta sotterranea!, anzi tre grotte sovrapposte in posizione sfalsata nel sottosuolo. I pavimenti sono ricoperti da stalagmiti, dalle volte delle grotte pendono meravigliose stalattiti, pavimento, pareti e volte sono ricoperte da umidità naturale illuminata dalle luci stroboscopiche con tutti i colori dell'iride. Per il visitatore che vede la Guacara per la prima volta questa discoteca è uno schianto. In effetti questa è la più lussuosa discoteca di Santo Domingo, e forse una delle più originali al mondo. Quella mia prima serata fu da ricordare, perché verso la una del mattino, mentre ci trovavamo nella grotta intermedia, la più grande, e proprio mentre risuonavano le note dei ‘Cuatro y Cuarenta’ di Juan Luis Guerra, si udì una serie di detonazioni da sparo che provenivano dalla grotta più bassa. Non so dire come, ma tra le grida di signore impaurite e fuggi fuggi di tutti quanti, in un baleno la pista della disco rimase completamente vuota. Dov’erano finiti tutti? Nascosti dietro le stalagmiti? appiattati in qualche anfratto? Dal soffitto pendeva un grosso globo roteante di metallo scuro, irto degli aculei delle luci psichedeliche. Sembrava una mina della marina militare dominicana. Insieme al globo roteavano tutte le sue luci stroboscopiche, e a questo vortice di luci si incrociava lo sciame di puntini luminosi di un altro globo rotante, ricoperto da lustrini a specchio. Le note dei 4 y cuarenta intanto continuavano nitide e distinte come prima. La sala era vuota, e in quella strana solitudine piena di suoni e di luci che si muovevano come fantasmi ascoltai fino in fondo una delle più belle ‘salsas’ del momento. Talmente bella che riuscii a memorizzarne le parole:
‘Nos encontramos una tarde / bajo el sol de Primavera / Tú caminando entre mis pasos, yo vistiendome en tus huellas / Y nos amamos cara a cara / Y nos besamos en la calle / Y tanto amor se fué fundiendo / Que ahora no puedo olvidarte / Mil razones para amarte / tu eres mi razón primera...’
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