martedì 7 ottobre 2008
Komodo
...l'isola dei varani. Alcuni anni fa visitai quest'isola dell’arcipelago indonesiano, arrivandoci con una specie di vaporetto, insieme ad una comitiva di turisti. Volevamo vedere i famosi varani giganti e non stavamo nella pelle per la curiosità. Komodo è un’isola piatta e semiarida, c’erano acacie in giro, il colore dominante era un giallo che sfumava nel rosso lateritico. Ci incamminammo in fila dietro il guardiano del parco indonesiano e arrivammo ad una radura gialla e ricoperta di arbusti. La guida puntò il dito verso il centro e i bordi della radura e fu così che avvistammo i varani, lucertoloni preistorici, alcuni immobili al sole, altri che si muovevano pigri fra gli arbusti con un movimento apparentemente scombinato delle zampe anteriori e della coda. Ad un lato della radura c’era una palizzata di legno bassa e al di là di questa c’era una macchia più folta di arbusti. Nel momento in cui la guida puntò il suo dito verso la macchia di arbusti, da questi uscì un varano di grandi dimensioni, dondolandosi e scodinzolando in modo scombinato. Era uno splendido rettile grigio con la pelle d’iguana, che ora si era immobilizzato contro la rete della bassa palizzata. Mi sentivo stanco, quindi lasciai che la comitiva seguisse la guida che si allontanava per mostrare altri esemplari e rimasi solo ad osservare il grande varano king kong. Fu allora che mi venne un'idea. A volte succede che il caldo e la stanchezza, sommate alla scarsità d'informazioni che si ricevono, inducano a fare cose strane. In realtà sono scuse sempre deboli, che non legittimano a combinare tutta una gamma di sciocchezze che vanno dalla semplice idiozia alla balordaggine senza confini. Percorsi i metri che mi separavano dal varano-ciclope e mi accovacciai a terra proprio di fronte a lui. Tra noi due, complici in una piccola avventura fatta di stupidità e di ferocia, solo una maglia di rete. Il corrimano in legno della transenna non era più alto di un metro. Era proprio una bestia enorme e squamosa, dal foro al centro del muso affilato ora usciva una lunga lingua vermiforme, biforcuta, da serpente. O da demonio! L’occhio della bestia era neutro, da sauro che aspetta non si sa che cosa. Passò un certo tempo, poi la mia visita fu interrotta dalla voce del guardiano che chiamava nella mia direzione. Il gruppo aveva terminato il breve giro ed era tornato alla radura. Salutai il varano immobile, mi alzai e raggiunsi il gruppo. Il guardiano mi spiegò che non mi era permesso avvicinarmi in quel modo agli animali, che la rete era un riparo solo per così dire simbolico. Aggiunse che le bestie non sono per niente tranquille quando non hanno mangiato. Il varano anoressico! Ricordo che l'indonesiano pronunciò anche quella frase ‘they can jump’, che mi svegliò del tutto dal mio torpore di turista tropicale con la camicia a fiori. Il guardiano disse anche che a lui e ai suoi colleghi guardiani non era permesso portare armi da fuoco. In caso di attacco alle persone, anche se turisti, la legge indonesiana proibiva a chiunque di ferire o uccidere i varani. Sono una specie protetta, aggiunse.
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